Un eclettismo senza precedenti caratterizza i gioielli dell’800. La produzione di gioielli, in questo periodo, si esprime in un carosello di fogge, di stili che si sovrappongono e si susseguono, creato da fenomeni diversi.
Da un lato, si torna ad apprezzare la gioielleria di epoche precedenti, dall’altro nasce un grande interesse per i monili antichi portati alla luce dalle recenti scoperte archeologiche ed ancora, molta curiosità e una discreta vivacità commerciale si crea grazie alle grandiose esposizioni internazionali.
Da una gioielleria di ispirazione neoclassica (che già fortemente aveva influenzato l’ultima parte del XVIII secolo) si giunge allo stile neogotico, dopo un percorso stilistico denso di revival (il rinascimentale, l’egizio, il moresco). Quanto detto vale soprattutto per i gioielli da giorno, mentre per quelli da sera o da cerimonia, invece resta più in linea con lo stile tradizionale basato sullo sfavillo delle gemme (soprattutto dei diamanti).in questo periodo continua anche a prosperare una produzione massiccia di gioielli di imitazione molto richiesti anche dalla clientela più sofisticata.
Con l’800 i gioielli stessi subiscono il fenomeno dell’industrializzazione e così anche i gioielli dell’Ottocento non rappresentano più un bene elitario, ma si diffondono a tutta la popolazione, diventando ornamento della sola clientela femminile.
I gioielli di questo periodo divengono molto sobri, a volte quasi o totalmente privi di pietre preziose (questa tendenza si riscontra soprattutto in Francia).
In questo periodo di gran moda sono le collane a revierè, collane di corallo a cinque o sei giri e un materiale molto amato ed usato è l’ambra. Sono molto di moda anche i fili di perline lucenti portati in abbondanza, così come il “collier à la vainqueur” (una ventina di cuoricini legati insieme tra loro), ed ancora di rigore ad ogni polso sono i braccialetti coordinati. Fanno parte dei gioielli dell’Ottocento anche i cammei presenti un po’ ovunque: su diademi, pettorine, cinture, braccialetti ed anelli e non sono soltanto in pietra dura ma anche in conchiglia, avorio, cornoe poi d’imitazione realizzati in ceramica in Inghilterra.
Verso il 1820 tornerà per il gioiello il gusto naturalistico, dunque si vedranno fiori in grande quantità: rose canine e gigli, spighe d’avena e convolvoli, ma anche accattivanti mazzolini completati da motivi a cascata, vengono realizzati con estremo realismo. Non soltanto i diamanti illuminano queste opere d’arte, ma naturalmente anche le pietre colorate; anche l’uso dello smalto è frequente, magari utilizzato nei toni del verde, per rendere ancora più verosimili i gambi e le foglie di questi gioielli.
Decisamente più diffuse in Europa sono le parures, sempre più complete, che appaiono forse ai nostri occhi di un gusto un po’ sovraccarico: un’esplosione di ametiste, topazi, acquemarine, sfarzosamente montate in oro, dalle diverse tonalità, con intrecci opulenti di viticci, carichi di lavorazioni a filigrana e “à canettille”, ma anche di motivi stampati a forma di roselline, conchigliette, foglioline e così via.
Un’altra linea di monili, tipicamente italiana, molto apprezzata all’estero è rappresentata dal filone dei gioielli in mosaico (per lo più romani e napoletani) e in pietra dura (toscani). Montati in oro in argento, decorati con mosaici minuti raffiguranti paesaggi, monumenti dell’antica Roma, scene di vita popolare, ma anche fiori, animali e farfalle, essi fecero la loro prima coparsa verso i primi dell’800.
Tutto questo e molto altro potrete trovare nella Gioielleria Risivi che offre ai propri clienti una vastissima gamma di gioielli preziosi delle varie epoche fino ai giorni nostri.
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