La spinta iniziale nell’apprezzamento dei gioielli anni 40 o “retrò”, come questi esemplari sono preferibilmente chiamati all’estero, è sicuramente scattata al seguito della frenesia per i gioielli decò esplosa in questi ultimi anni e culminata intorno al 1980. questi gioielli affondano le loro radici del loro design proprio nei pezzi decò.
Tali gioielli, erano costituiti soprattutto da pietre sintetiche (per lo più zaffiri e rubini) a cui fecero anche i gioiellieri più famosi. In questo periodo vennero rivalutate le pietre semi-preziose come l’ametista, l’acquamarina ed il topazio che divennero un po’ i portabandiera di questa produzione.
A supporto delle gemme è l’oro ad avere la meglio, impiegato a profusione in tutta la gamma delle sue sfumature possibili. Esso scalza il platino, leader incontrastato del raffinato gioiello decò.
In questo periodo nonostante la situazione storica non fosse delle migliori, i gioielli annni 40 hanno uno stile sfarzoso ed opulento: sono gioielli imponenti, che esaltavano al massimo la femminilità. Le caratteristiche dei gioielli anni 40 in Europa variano da paese a paese, non soltanto secondo le diverse condizioni politico-sociali, ma perché influenzate direttamente da radicate tradizioni di gusto locale. Entrano nella moda orafa i “clips”, forse il più rappresentativo tra i gioielli d’epoca del periodo. Per ciò che riguarda le spille esse vantano un vasto campionario di modelli: a forma di fiori solitari, o a mazzetti, o a mò di nodi, panneggi, trucioli, spighe di grano, cristalli di neve e così via.
In fatto di braccialetti il modello più diffuso resta, senza dubbio, il famoso “tank”, costituito da una catena poderosa di segmenti articolati simili ai cingolati dei carri armati; ma esistevano anche esemplari formati da segmenti sfaccettati o arrotondati, disposti su una o più file.
Gli anelli furono molto numerosi anche tra i gioielli anni 40: ingombranti e importanti, quasi come anelli maschili, denominati in vari modi a seconda delle diverse fogge. Questi anelli erano tutti impreziositi da gemme non sempre vere: abbastanza frequente l’abbinamento di brillantini veri uniti a pietre sintetiche.
Le collane erano soprattutto a girocollo, in oro lavorato, chiamate con una terminologia alquanto allusiva: “a coda di topo”, “tubo del gas”, “a serpente”. Nel caso di collane più lunghe, esse sono arricchite da clips, nodi, pendenti, spesso staccabili. La moda dei capelli raccolti lasciava intravedere orecchini assortiti alle clips o alle collane.
Gli orologi da donna sembrano rifiutare la semplice funzione pratica e rivaleggiano in opulenza con i possenti braccialetti. Il loro minuscolo quadrante, spesso, è protetto da un coperchio semplice, o arricchito di pietre preziose e talora celato tra i petali di un fiore. Ma esistevano anche orologi con cinturini in pelle ed in questo caso il quadrante e gli agganci erano costituiti da motivi ornamentali tipici di quel periodo.
Gli anni quaranta quindi, come ogni epoca storica che si rispetti, ha delle sue caratteristiche per ciò che riguarda i gioielli, ha un suo stile ben preciso che consente di riconoscerli ed associarli immediatamente a quel periodo storico.
Nella Gioielleria Risivi, situata a Roma, nel quartiere Campo de’ Fiori è possibile trovare tutto ciò: anelli, bracciali, collane, orologi ed orecchini risalenti agli anni 40 e non solo.
Oltre ad una vasta gamma di fantastici gioielli, che rappresentano pezzi unici e rari, nella Gioielleria potrete trovare competenza e professionalità, derivante all’esperienza trentennale dei proprietari dell’azienda, i fratelli Risivi, che dal 1978 esercitano la loro professione con passione e amore per la gioielleria d’epoca.
Approfondimenti Interni:
Risorse Esterne: